
Cosa genera davvero le disuguaglianze? Sono il frutto di leggi naturali, di tradizioni culturali, o piuttosto il risultato di scelte politiche e rapporti di forza sociali? In questo saggio agile e penetrante, Thomas Piketty – tra i più influenti economisti contemporanei – smonta i miti dell’inevitabilità e propone una lettura storica e comparativa dei “regimi inegualitari” che hanno segnato le società moderne.
Partendo da una conferenza tenuta al Musée du Quai Branly di Parigi, Piketty esplora le radici delle disuguaglianze economiche, di genere, ambientali e culturali, mostrando come la loro evoluzione sia sempre legata a dinamiche istituzionali e mobilitazioni collettive. Dalla tassazione progressiva all’accesso universale all’istruzione, dalla governance partecipativa alla giustizia climatica, il libro traccia un percorso concreto verso una società più equa.
Un saggio illuminante che ci invita a ripensare il concetto stesso di giustizia sociale, e a riconoscere che l’uguaglianza non è un’utopia, ma una possibilità storica.
Traduzione di Sergio Arecco.
Thomas Piketty, professore dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) e dell’École d’Économie de Paris, dove è anche codirettore del World Inequality Lab (WIL), è autore di numerosi studi storici e teorici, che gli hanno fatto meritare nel 2013 il premio Yrjö Jahnsson, assegnato dalla European Economic Association. Scrive per Libération e Le Monde.
Il suo libro Il capitale nel XXI secolo (2014) è stato tradotto in 40 lingue e ha venduto 2,5 milioni di copie, seguito da Si può salvare l’Europa? (2015) e Capitale e disuguaglianza (2017).
Presso La nave di Teseo sono apparsi i contributi inclusi nei volumi Democratizzare l’Europa! (2017) e Rapporto sulle disuguaglianze nel mondo (2019); i saggi Capitale e ideologia (2020) e Una breve storia dell’uguaglianza (2021).