Un pezzo grosso

Negli anni Cinquanta, su una nave in rotta verso Maliñha, una piccola isola del Mediterraneo governata da una dittatura, un incontro casuale cambia per sempre il destino di un’intera nazione. Joe Cutler, giovane americano nipote di un potente magnate delle bibite, conosce Susie, in viaggio per visitare il paese del suo fidanzato, uno scalcagnato diplomatico inviato a Washington. Il loro breve incontro dà vita a un equivoco clamoroso che trasforma Joe in un presunto agente americano sotto copertura e getta l’isola nel panico: nel giro di poche ore, i governanti decidono che l’unica soluzione è fingersi una democrazia. Da quel momento, tra complotti, colpi di stato, arresti, elezioni improvvisate, bevande misteriose e passioni inattese, Maliñha scivola verso un caos tanto assurdo quanto rivelatore.

Un pezzo grosso, il cui manoscritto è stato a lungo ritenuto perduto e da poco riscoperto, è un romanzo prezioso e dal ritmo travolgente. Con una girandola di equivoci e colpi di scena, tra dialoghi affilati e situazioni assurde, ammiragli grotteschi, vescovi filosofi, multinazionali delle bibite potentissime, elezioni farsa, spie immaginarie e amori improvvisi, sotto la sua superficie brillante nasconde una satira lucidissima e spietata del potere, del capitalismo globale e delle sue maschere messe alla berlina dall’affilata ironia e intelligenza di Orson Welles.

Traduzione di Alberto Pezzotta.
Con testi di Gianfranco Giagni e Sergio Toffetti.

Orson Welles

Orson Welles (1915–1985) è stato uno dei più straordinari e irregolari protagonisti della cultura del Novecento: regista, attore, sceneggiatore, autore teatrale e radiofonico. Genio precoce, a venticinque anni firmò Quarto potere, opera rivoluzionaria che cambiò per sempre il linguaggio del cinema. Dotato di una voce inconfondibile e di un’immaginazione senza confini, Welles ha attraversato teatro, radio e cinema con uno stile libero e visionario, spesso in conflitto con le regole dell’industria. La sua opera, segnata da capolavori e progetti incompiuti, racconta la tensione costante tra arte e potere, libertà creativa e compromesso. Ancora oggi Orson Welles rimane il simbolo di un’idea di cinema come atto assoluto, personale e irriducibile