Lucciola

La protagonista di Lucciola è nata appena fuori Černobyl’ nel 1986, l’anno in cui è esploso il reattore nucleare. Cresce ai margini del disastro in una terra ferita, in un’Unione Sovietica sull’orlo del disfacimento, tra “bambini radioattivi”, raccolti contaminati e vite sospese. In questo paesaggio di miseria e trauma, sono le donne a custodire la normalità e a coltivare la memoria: una madre mai registrata all’anagrafe per sfuggire a Stalin, una nonna sopravvissuta ai nazisti e poi accusata di tradimento, una giovane donna infatuata di Majakovskij e un’altra che usa le sue lunghe trecce per pescare. Figure eccentriche, vitali e tenaci che trasformano il dolore in resistenza.

Da Buenos Aires, dove è emigrata con la sua famiglia, Natalia Litvinova infrange il silenzio che sua madre ha calato su quel passato, per raccontare la storia di queste donne e di un luogo e un momento incisi nel corpo collettivo dell’umanità.

A quarant’anni da quell’evento, intrecciando realismo e mito, ironia e poesia, Lucciola indaga l’eredità invisibile della Storia, illuminando la forza di chi ha continuato a immaginare possibile la vita.

Traduzione di Elisa Tramontin

Natalia Litvinova

Natalia Litvinova è scrittrice ed editor. Nata in Bielorussia nel 1986, vive a Buenos Aires, dove è emigrata con la sua famiglia, dal 1996. Ha pubblicato diversi libri di poesia, tra cui Todo ajeno (2013), Siguiente vitalidad (2016), Cesto de trenzas (2018), La nostalgia es un sello ardiente (2020) e Soñka, manos de oro (2022). Le sue opere sono state pubblicate in Germania, Francia, Spagna, Argentina, Cile, Brasile, Colombia e Stati Uniti. Lucciola, vincitore del Premio Lumen 2024, è il suo primo romanzo.