
Caregiver: colui che assiste un congiunto malato o disabile, facendosi carico della sua cura quotidiana. Motherfucker: offesa anglofona comune, che per Lorenzo Clemente diventa un titolo di studio, una professione, un atto di sopravvivenza. È lo spirito di chi sostituisce la compassione con la complicità, di chi architetta lo scherzo di un finto suicidio o vive una scenata in pubblico come una sfida a chi è più fuori di testa. È trasformare il disagio in un’arma da lanciare contro il mondo. In questo “viaggio assistito”, Clemente racconta il suo incontro scontro con Yuri Tuci, il “cowboy” che ignora i confini della decenza. Insieme lavoreranno allo spettacolo OUT IS ME, nato dall’intuizione di sbattere sul palco la magnetica e ingombrante presenza di Yuri, rendendo l’imbarazzo un’arte cruda. Tra taniche di benzina vuote, preghiere atee e tour in teatri di ogni tipo, Clemente diventa il manager di un “invalido” che spazza foglie al liceo e finisce a scippare un Nastro d’Argento come miglior attore protagonista per il film La vita da grandi.
Un libro irriverente e ironico che rade al suolo la “normalità”, terra arida difesa da cecchini del giudizio e che ci porta nelle pieghe più reali dell’autismo, ma soprattutto in quelle di un sodalizio umano e professionale. Perché assistere un autistico è molto più che prendersi cura di un disabile: qui, niente lezioni. O ridi, o ti spari.