L’africano

Nel 1948 un bambino di otto anni lascia l’Europa del dopoguerra per raggiungere, in Nigeria, un padre che non ha mai davvero conosciuto. Quel viaggio verso l’Africa non è soltanto uno spostamento geografico: è l’ingresso in un mondo assoluto, primordiale, dove la luce brucia, la pioggia esplode, la natura pulsa con una forza che travolge e libera. Molti anni dopo, J.M.G. Le Clézio torna con la memoria a quell’esperienza fondativa. Attraverso lo sguardo limpido e inquieto del bambino che è stato, ricostruisce l’incontro con una terra immensa e viva, ma soprattutto con un padre severo, distante, segnato dalla guerra e dalla solitudine. Un uomo difficile da comprendere, eppure capace di suscitare un’ammirazione profonda e silenziosa. “L’africano” è il racconto di una doppia scoperta: di un continente che si impone con la sua potenza sensoriale e di un genitore che resta, per il figlio, una figura enigmatica da avvicinare con pazienza e desiderio.

Arricchito dalle fotografie scattate dal padre – immagini imperfette e, proprio per questo, intense e reali – L’africano è una storia che interroga la memoria, l’infanzia e ciò che, dentro di noi, continuiamo a chiamare casa.

J.M.G. Le Clézio

Jean-Marie-Gustave Le Clézio è nato nel 1940 a Nizza. Autore di oltre quaranta opere tra romanzi, racconti, saggi e storie per ragazzi, nel 2008 ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura, in quanto scrittore “di nuove partenze, avventure poetiche ed estasi sensuali, indagatore di un’umanità che va al di là e nel profondo della cultura dominante.”,