Le rivoluzioni di Jacques Koskas

Jacques Koskas ha trent’anni, vive a Parigi e fa il giornalista. Ama le donne, la bella vita ed è riuscito a non diventare nulla di ciò che avrebbe dovuto essere. Figlio di una coppia di stimati medici, colonne della comunità sefardita della loro città di provincia, è stato un bimbo intelligente e sensibile cresciuto come il rampollo della famiglia.
Jacques però, a un certo punto, ha deciso di fuggire: dalla medicina, dalla famiglia, dalle relazioni, perfino da se stesso. Donnaiolo incallito, allergico alle responsabilità, vive una vita tra sogni di gloria, nostalgie per un passato idealizzato, piccole grandi bugie e l’ostinazione a non crescere mai.
Ma chiunque, persino lui, presto o tardi deve fare i conti con il tempo che passa, con le proprie ambizioni e con gli sconvolgimenti della vita.
Tra Parigi, il Brasile, Cuba, Berlino, l’Europa dell’Est e Gerusalemme, continua a fuggire e a inseguire rivoluzioni improbabili – politiche, esistenziali, sessuali. Nevrotico, immaturo,
irresistibilmente contraddittorio, Jacques Koskas è un antieroe contemporaneo: desidera l’amore ma sabota ogni legame, cerca la verità ma si rifugia nell’illusione, sogna una vita diversa senza mai trovare il coraggio di cambiarla davvero.
Con uno stile ironico e affilato, capace di virare all’improvviso verso una profondità inquieta, Olivier Guez racconta il disorientamento di una generazione sospesa tra eredità ingombranti e una libertà che può paralizzare, regalandoci un protagonista indimenticabile in cui è impossibile non riconoscersi almeno per un istante.

Olivier Guez

Olivier Guez è uno dei più noti scrittori francesi. Nel 2017 ha vinto il premio Renaudot per La scomparsa di Josef Mengele, di cui La nave di Teseo ha pubblicato l’adattamento a fumetti (2024). Da questo romanzo Kirill Serebrennikov ha tratto l’omonimo film, presentato al Festival di Cannes 2025. La nave di Teseo ha pubblicato anche il suo romanzo Mesopotamia (2025) vincitore del Prix Jean d’Ormesson. Guez ha inoltre pubblicato in Italia Elogio della finta (2018), Nel paese dell’aquilone cosmico (2022) e ha curato Il secolo dei dittatori (2020). Ha ricevuto il Deutscher Filmpreis per la miglior sceneggiatura nel 2016 con il film Lo Stato contro Fritz Bauer e ha insegnato Letteratura francese e Storia della cultura europea all’Università di Princeton nel 2025. Collaboratore per anni delle più importanti testate internazionali, ha scritto per “Le Monde”, “Le Point”, “The New York Times”, “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, “Corriere della Sera” e “Il Foglio”.