Falsi amici

Piero della Francesca, le scarpe di Amy Winehouse, la letteratura femminile sotto il fascismo, Cesare Pavese, Lolita e una casa in provincia di Messina.

Nella prima raccolta di saggi di Claudia Durastanti, tutte queste storie hanno un colore in comune: il rosa. Colore femminile e violento assieme, il rosa diventa il principio di una ricerca che anima l’autrice come un’archeologa del presente. Perché se è vero che la narrativa può partire da alcune esperienze del vissuto, è altrettanto vero che la saggistica offre alla vita uno spazio di riflessione che può farsi immaginazione.

Dopo le sue incursioni nell’autofiction e nel romanzo di genere, con Falsi amici Claudia Durastanti porta la sua scrittura intima e analitica nel territorio del saggio narrativo, per indagare argomenti e ispirazioni solo apparentemente eclettici. Il rosa di Falsi amici è un filtro cromatico dalla dolcezza ingannevole, il senso profondo di un manifesto che interroga l’attualità, la politica e il corpo, ma è anche un’avventura del pensiero, in cui l’autrice riflette sul proprio ruolo intellettuale, sul rapporto col maschile e sulla maternità, attraverso una felice apertura all’imprevisto e all’imprevedibilità. Nella scrittura come nella vita.

Claudia Durastanti

Claudia Durastanti (Brooklyn, 1984) è scrittrice, critica culturale e traduttrice dall’inglese. Ha scritto cinque romanzi, tra cui La straniera (La nave di Teseo, 2019), finalista al premio Strega e in longlist al Prix Femina, tra i migliori libri del 2022 per il “New Yorker”. Missitalia (La nave di Teseo, 2024) ha vinto il premio Mondello Opera Italiana. I suoi libri sono tradotti in 25 paesi e ha scritto, tra gli altri, per “Granta”, “Apartamento” e la “Paris Review”. Ha una rubrica di musica su “Internazionale”. Cura i libri della Tartaruga.