Casalinghitudine

Dopo anni di assenza dalle librerie, rinasce in una nuova edizione il libro-manifesto che ha ispirato diverse generazioni di donne. In occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita dell’autrice (1946-2018), riscopriamo la voce di Sereni che con questo testo unico e originale ha raccontato il valore della cura e della maternità complessa.

Casalinghitudine fa entrare le ricette di cucina nella storia della nostra letteratura a pieno titolo, accompagnando il trascorrere dei decenni: dagli anni Sessanta agli anni Ottanta. Un mosaico di ricordi e riflessioni che costituiscono il primo tempo dell’autobiografia al femminile di Clara Sereni, della storia della sua famiglia e della sua generazione.

Un lungo successo legato anche alla felice invenzione del titolo, entrato nei dizionari nonostante lo scetticismo di Natalia Ginzburg, che lo pubblicò nel 1987. Casalinghitudine è il lievito madre di tutta la scrittura di Sereni, cresciuta sulla difficoltà prima di essere donna e poi madre al confronto con la disabilità di suo figlio. Qui la cura del cibo evoca antichi rimedi: la minestra dei Sette Grani accompagna la maternità, il Sessantotto è anche una pasta e fagioli, un polpettone scandisce un difficile riconoscimento paterno e una frittata di zucchine è legata alla discussione tra il padre Emilio Sereni e Pietro Nenni sulla spiaggia di Formia. «Perché nella mia vita costruita a tessere mal tagliate, nella mia vita a mosaico (come quella di tutti, e più delle donne) la casalinghitudine è anche un angolino caldo.»

Con un testo dell’autrice e uno scritto di Claudia Durastanti

A cura di Benedetta Centovalli

Clara Sereni

Clara Sereni (Roma 1946-Zurigo 2018) ha esordito con Sigma Epsilon (1974), ma la notorietà le arriva con Casalinghitudine (1987), che consolida la sua vocazione all’autobiografia personale e famigliare. Sarà con Manicomio primavera (1989) che l’esperienza con la disabilità del figlio entrerà a pieno titolo nella sua opera, mentre Il gioco dei regni (1993) mette al centro le vicende della sua famiglia attraverso un secolo, tra rivoluzioni, fascismo e dopoguerra. Seguiranno Eppure (1995), Taccuino di un’ultimista (1998), Passami il sale (2002), Le Merendanze (2004), Il lupo mercante (2007), Una storia chiusa (2012) e Via Ripetta 155 (2015). Ha curato le raccolte collettive sul tema della disabilità e della diversità: Mi riguarda (1994), Si può! (1996) e Amore caro (2009). Trasferitasi con la famiglia a Perugia, dove è stata vicesindaco per una breve stagione, ha dato vita con Stefano Rulli alla Fondazione “La Città del Sole - Onlus”, che costruisce progetti residenziali e lavorativi per persone con disabilità fisica e mentale. Compare in due film girati da Stefano Rulli e dedicati al loro rapporto con il figlio Matteo: Un silenzio particolare (2004) e Il figlio più bello (con Giovanni Piperno, 2026).