
Una donna da sola nella selva amazzonica per quattro giorni. La luna sta calando e la notte si fa sempre più scura. Cosa può succederle, cosa le passa per la testa, e che fine ha fatto il suo compagno con cui ha deciso di lasciare la città per rifarsi una vita nella giungla colombiana?
I suoni della foresta e degli animali che la abitano si fanno sempre più insistenti, così come la presenza dei rari vicini di casa, mentre i pensieri ossessivi sul passato iniziano a dominare la mente della protagonista, Rosa. Sembra l’inizio di un romanzo horror di Stephen King, e invece è il nuovo sorprendente romanzo di Pilar Quintana, una maestra della letteratura contemporanea che sta scrivendo i classici del futuro: non c’è dubbio che libri come La cagna e Notte nera verranno studiati per la perfezione della progressione narrativa e la capacità di creare personaggi femminili che rasentano la follia e la ferocia ma che riescono a dominare il paesaggio brutale che le circonda.
Il romanzo si svolge nel corso di quattro giorni in cui la protagonista passa dalla selva esteriore a quella interiore, perché il romanzo di Quintana è anche uno studio profondo di cosa significa la solitudine, e sulla tenacia del nemico che ognuno di noi ospita dentro di sé. Con echi che vanno da Conrad ad Edgar Allan Poe, Quintana scrive un nuovo viaggio nel cuore delle tenebre, un canto ipnotico sulla sopravvivenza.
Traduzione di Elisa Tramontin.
Pilar Quintana (Cali, 1972) è una delle autrici più celebri e lette in America Latina. Ha scritto i romanzi Cosquillas en la lengua (2003), Coleccionistas de polvos raros (Premio de Novela de Letras, 2010), Conspiración iguana (2009), la raccolta di racconti Caperucita se come al lobo (2012) e Los abismos (2021, vincitore del Premio Alfaguara). Nel 2011 è stata scrittrice residente presso l’International Writing Program dell’Università dello Iowa e nel 2012 è stata visiting writer al Workshop internazionale degli scrittori dell’Università Battista di Hong Kong. Il suo lavoro è apparso su riviste e antologie in tutto il mondo e in molte lingue. Ha studiato comunicazione sociale alla Università Javeriana di Bogotà e fatto diversi lavori tra cui sceneggiatrice televisiva, pubblicista, terapeuta di giaguari, assistente alla costruzione, commessa di abbigliamento, addetta all’imballaggio di mango e dog sitter. Ha viaggiato tre anni in tutto il mondo per poi vivere sulla costa pacifica colombiana. È co-sceneggiatrice del film Lavaperros, uscito nel 2020 e diretto dal più famoso regista colombiano, Carlos Moreno.