
Mia e Inès, la terza generazione della famiglia Belhaj, sono nate negli anni ottanta, un periodo di sviluppo ma anche di tensioni. Figlie della buona borghesia marocchina, la madre Aisha è una ginecologa affermata e il padre Mehdi un dirigente importante, le due ragazze crescono da privilegiate in un paese che fatica a cambiare. È un Marocco in bilico tra la modernità e la libertà e le radici religiose e culturali islamiche, zavorrato da un’endemica corruzione che rallenta la crescita e riduce l’orizzonte dei giovani. Per questo, Mia e la sorella dovranno cercare il loro posto nel mondo e difendere la loro libertà – come hanno fatto la nonna francese Mathilde, la madre e la zia Selma – anche se, per realizzare i loro sogni, dovranno lasciare la famiglia e cercare il futuro che desiderano in Europa.
Terzo e ultimo capitolo de Il paese degli altri, trilogia di romanzi basata sulla storia della sua famiglia nel Marocco del secondo dopoguerra, in Porterò il fuoco con me Leila Slimani unisce vicende storiche e private e ci riporta nelle vite dei suoi personaggi indimenticabili alle prese con memoria, esilio, identità e libertà in una storia di trasformazione, perdita e rinascita.
Leila Slimani è nata nel 1981 a Rabat, in Marocco, e vive a Parigi. Con il suo primo romanzo, Nel giardino dell’orco (2016), ha vinto il prestigioso prix Mamounia, il più importante premio letterario marocchino.
Nel 2016 ha vinto il premio Goncourt con il suo secondo romanzo, Ninna nanna . È autrice anche del saggio-inchiesta I racconti del sesso e della menzogna sulla vita sessuale delle donne in Marocco.
Presso La nave di Teseo sono usciti: Il paese degli altri (2020; 600.000 copie vendute in Francia e tradotto in più di 30 paesi), E noi balliamo (2022) – primo e secondo volume di una saga che compone uno splendido affresco familiare e sociale – e Il profumo che i fiori hanno di notte (2025).