
Una Signora oscura si trova a viaggiare nell’estremo Sud del Sud del mondo. Cammina e intanto ricorda come sa (come può) tutte le vite che è stata.
Mentre un uomo che si fa chiamare Vasco Natal Montero la aspetta, pieno di memorie e di vaghe malinconie, nella sua Casa di Sassi di Fiume; un’anomala Locanda, costruita a sua immagine e somiglianza, dove vive tra rovine, libri, quadri e ricordi. Il luogo che, dopo eternità su eternità di terre non trovate, s’è inventato, alla fine; quasi già presagisse quest’attesa.
Ma chi è la notissima e mai nominata Signora in cammino? Chi è, per Lei, Vasco Natal Montero? E che cosa avranno da dirsi mentre tutto, forse, è già finito? E ancora, alla fine della fine: chi è veramente Balthazar Páramo?
Il poeta argentino ribelle e romantico che – sembra – ha già raccontato questa storia in un sogno sospeso, e lontano, negli anni Trenta del secolo scorso. Come se Anarchica la morte fosse stato scritto altrove e poi trasportato in questa lingua e in questo tempo, per raccontare i giorni che stiamo vivendo.
Il nuovo romanzo di Giordano Meacci è un viaggio immaginifico nel potere della parola. Una storia ai confini del mondo sulla memoria (anche del futuro) e sull’impossibilità di separare la vita dalla sua ombra.
Giordano Meacci (Roma, 1971) ha pubblicato, tra l’altro, Improvviso il Novecento. Pasolini professore