
Capri è un crocevia di storia e leggenda da secoli, un’isola che ha affascinato viaggiatori e studiosi ammaliati dalla sua ricchezza culturale. Lo scrittore inglese Norman Douglas, che a Capri ha vissuto per molti anni, esplora l’eredità dell’isola azzurra intrecciando archeologia, epigrafia e storia delle religioni, per ripercorrere le antiche vestigia che parlano del suo passato. Il metodo di Douglas si fonda su una valutazione diretta dei reperti e su un rapporto critico con la tradizione degli studi antiquari, mettendo in discussione, con passione e ricerca filologica, anche le interpretazioni più consolidate. Seguendo il modello dei grandi studiosi della Roma classica come Varrone, Douglas restituisce la parola ai reperti antichi, rievoca i culti ancestrali e le simbologie remote, ammaliato da Capri come lo fu Tiberio, l’imperatore che la scelse per il suo ritiro nel primo secolo d.C.
Con una prosa raffinata e un rigoroso approccio scientifico, Douglas compone un’opera che da indagine antiquaria si fa eterna riflessione sul rapporto tra mito, storia e memoria.
A cura di Giuseppe Balducci.
Giuseppe Balducci (nato nel 1992) è un critico letterario e traduttore specializzato in studi comparati e letterature moderne. La sua attività di ricerca si è concentrata prevalentemente sull’opera di Mario Praz, di cui ha curato un’edizione critica degli articoli pubblicati tra il 1960 e il 1972 nel supplemento “Libri” del quotidiano “Paese Sera” (Torino, 2024). Ha inoltre contribuito all’edizione e alla traduzione di opere di Pierre Loti, Frederick Rolfe e James G. Frazer, dedicando a Loti anche una monografia specialistica. I suoi lavori sono stati pubblicati su riviste accademiche di rilievo, tra cui “Illuminazioni”, “Divus Thomas”, “Studium” e “Studi Francesi”, e su periodici divulgativi quali “Il Giornale dell’Arte”, “La ricerca” e “MicroMega”.
Norman Douglas (1868-1952), educato in Germania, segretario d’ambasciata a Pietroburgo, viaggiò a lungo per l’Europa. Stabilitosi in Italia, vi ambientò il più noto dei suoi romanzi,
Vento del sud (South Wind, 1917), a cui seguirono
Essi andarono (They Went, 1920) e
Al principio (In the Beginning, 1927). All’Italia è dedicata anche la sua opera più rilevante,
Calabria antica (Old Calabria, 1915), un saggio erudito e informativo, con notazioni di viaggio e spunti autobiografici.