
Giovanni Comisso non è stato soltanto uno dei grandi narratori del Novecento italiano: è stato anche un osservatore acuto, libero e profondamente originale del mondo dell’arte. Questa raccolta riunisce per la prima volta i suoi scritti su pittori e scultori, restituendo nella sua interezza una dimensione finora dispersa e poco riconosciuta della sua opera.
Dalle pagine giovanili nate nel clima inquieto del primo dopoguerra agli articoli della maturità, emerge una voce che rifiuta ogni specialismo e si oppone alla critica accademica per rivendicare un rapporto diretto, istintivo e quasi fisico con le opere. Per Comisso l’arte non è oggetto di interpretazione, ma esperienza vissuta: incontro, memoria, emozione.
Al centro di questi scritti si muove una costellazione di figure decisive del Novecento – da Arturo Martini, guida e maestro, a Filippo de Pisis, da Gino Rossi a Giorgio de Chirico – osservate sempre nella loro dimensione più viva e personale, fuori da ogni schema storico o ideologico. Ne nasce un racconto dell’arte come teatro di individualità, fatto di incontri, passioni, prese di posizione, talvolta di scontri.
Questa edizione, fondata su un accurato lavoro filologico, ricostruisce per la prima volta il percorso di Comisso scrittore d’arte, restituendo testi rari, dispersi o difficilmente reperibili e collocandoli nel loro contesto originario. Ne emerge un itinerario coerente e sorprendente, in cui letteratura e arti visive si intrecciano fin dagli esordi, delineando una delle esperienze più singolari del Novecento italiano. Non solo una raccolta di scritti sull’arte dunque, ma la scoperta di uno sguardo: quello di uno scrittore che ha saputo trasformare la critica in racconto, e l’incontro con le opere in una forma di vita.
Giovanni Comisso è nato a Treviso nel 1895. Dopo gli studi classici si arruola volontario, partecipando alla Prima Guerra Mondiale e all’impresa di Fiume. Rientrato dal fronte, prosegue gli studi a Genova e poi a Siena; si laurea in Legge, ma abbandona presto l’attività da avvocato, per lavorare come libraio a Milano e successivamente come mercante d’arte a Parigi, dove ha un lungo sodalizio con il pittore De Pisis e con lo scultore Arturo Martini. Prolifico scrittore e giornalista, ha vinto il Premio Bagutta con Gente di mare (1928), il Premio Viareggio con Capricci italiani (1952) e il Premio Strega con Un gatto attraversa la strada (1955); ha viaggiato in Italia e all’estero come inviato speciale, collaborando con “Solaria”, “L’Italiano”, “Il Mondo” e i quotidiani “Corriere della Sera”, “Il Giorno” e “Il Gazzettino”. Muore nel 1969 a Treviso, che gli intitolerà dieci anni dopo l’omonimo Premio letterario.
Presso La nave di Teseo sono apparsi: Gente di mare (1929, nuova edizione 2020), Gioventù che muore (1949, nuova edizione 2019), Un gatto attraversa la strada (1955, nuova edizione 2022), Cribol (1964, nuova edizione 2023), Giorni di guerra (1930, nuova edizione
2024) e Italia ingrata. Scritti da Fiume (a cura di Alessandro
Gnocchi, 2024).