Il canto della terra

Un lamento lungo, lento, straziante, così umano è quello di Persefone, che nei versi di Porzio ci appare smarrita, in balia dell’incertezza e della malinconia; ma è solo la prima del corteo di figure che si avvicendano in questo potente itinerario poetico che fonde in un percorso di assoluta coerenza il mito greco e l’inquieta modernità di Faust, la nostalgia romantica dell’assoluto e la disperazione del Novecento.
Troviamo un Dante che al cospetto della morte si arrovella sul poema non scritto nel quale, oltre il culmine visionario della Commedia, avrebbe potuto dar voce all’inesprimibile; troviamo un Hölderlin che dal quieto rifugio della sua follia scioglie in versi il rimpianto per la natura primigenia e ne restituisce l’incantata pienezza nello specchio del frammento; troviamo Euridice e Paul Celan, e quel “Viandante” al quale sulle rive del Lago di Silvaplana è balenata la fatale visione dell’Eterno Ritorno… E tutte queste figure, che sfilano attraverso le pagine del libro come sfilano attraverso i secoli componendo la nostra memoria collettiva, sono maschere di un unico volto, quello del poeta; perché come scrisse Rilke, per Porzio forse il più amato tra gli autori, dovunque vi sia canto, lì è Orfeo: quella voce sempre diversa eppure unica che in ogni epoca prende forma, ci affascina e interroga sempre di nuovo.

Michele Porzio

Michele Porzio (Milano, 1960), compiuti gli studi classici e pubblicati numerosi saggi di storia e di filosofia della musica (Savinio musicista, Metafisica del silenzio, Dizionario dell’opera lirica, Giuseppe Verdi. Libretti e Lettere, La musica dopo John Cage), da più di vent’anni si dedica alla poesia. Le sue opere in prosa e in versi, in parte ancora inedite, sono apparse in forma antologica su riviste quali “Il monte Analogo” e “Poesia”. Ha pubblicato le sillogi poetiche Melodia cercata (2011), Forse in cielo (2017) e l’autobiografia in prosa e versi Still Life. Il colore del silenzio (2019). È docente di Storia della musica presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino.