Il rapimento di Proserpina

È a Proserpina, e al suo sempiterno mito, che Claudiano dedicò questo poema in tre libri, scritto attorno al 397 e rimasto suggestivamente incompiuto. Visionario e impetuoso nei suoi snodi narrativi, Il rapimento di Proserpina – che fu prima Persefone o Core al cospetto del dio Ade, nel mito greco – unisce al fascino mitologico l’“iridescenza trascolorante” di una poesia latina tardoantica potente e terribile, dinnanzi a un Impero ormai alle soglie del disfacimento. Milo De Angelis ne restituisce tutta la forza originaria in una prosa screziata, capace di amplificare non solo l’efficacia sonora e figurativa della scrittura di Claudiano, ma la persistenza emotiva e sentimentale dei suoi protagonisti, sullo sfondo di una Sicilia dai tratti vivissimi: Proserpina, certo, ma anche il malinconico Plutone che la conduce agli Inferi per farne la sua sposa, e Cerere, soprattutto, madre a cui è stata strappata l’unica figlia, madre divina che nella disperazione non cede al volere degli altri dei e si fa minaccia, si fa collera, fino a riscrivere il ritmo delle stagioni.

Nella tensione perpetua tra fuochi accesi del desiderio e l’oscurità del destino che invade il mondo, Il rapimento di Proserpina torna al lettore in una nuova edizione che illumina rimandi e nessi con testi letterari di ogni epoca, dagli Inni omerici a Stazio, Shelley, Pavese – ma anche studiosi come Kerény e Hillman – che si sono confrontati con questo mito trascinante.

Con un’essenziale antologia tematica e un piccolo dizionario a fine volume.

Milo De Angelis

Milo De Angelis è nato nel 1951 a Milano. Autore e poeta, ha tradotto dal francese e dalle lingue classiche, tra gli altri: Racine, Baudelaire, Blanchot, Eschilo, Lucrezio e l’Antologia Palatina.

Claudiano

Claudio Claudiano, nato ad Alessandria d’Egitto, visse a Roma dal 395 d.C. al 404; fu poeta e senatore. Pagano, ebbe come lingua nativa il greco e apprese il latino dallo studio dei classici.