
1997, Jay ha sedici anni e vive a Kuala Lumpur con il padre, la madre e due sorelle. Il paese sta vivendo un momento non facile, tra crisi economica e una lenta modernizzazione che sta cambiando la società. Per le vacanze scolastiche la famiglia di Jay si reca al Sud. Il nonno paterno, morto da poco, ha lasciato in eredità alla madre una proprietà nelle campagne vicino a Singapore, una fattoria un tempo fiorente, ormai caduta in rovina. Gli alberi sono malati e i campi aridi dopo mesi di siccità.
Ciononostante, il padre di Jay, Jack, lo manda ad aiutare il fattore, Fong, a lavorare la terra, o quel che ne resta. Nel corso di quelle giornate torride, faticose e opprimenti, Jay si sente attratto da Chuan, un ragazzo forte e sicuro, all’apparenza molto diverso da lui.
Mentre tra i campi e lungo le strade che portano in città la tensione tra i due giovani si fa sempre più intensa, all’interno della casa gli altri membri della famiglia fanno i conti con i propri rimpianti, i rimorsi, le cose non dette, le ambizioni e i fallimenti, allontanandosi sempre più l’uno dall’altro. Proprio come la terra che li circonda, si rivelano impotenti di fronte alle forze globali che minacciano di rendere le loro vite obsolete.
Al contempo epico e intimo, Il Sud racconta cosa accade quando la sfera privata e quella pubblica entrano in rotta di collisione. Tash Aw dipinge il magistrale ritratto di una famiglia alle prese con un’epoca di grandi cambiamenti: un’epopea reinventata per i nostri tempi.
Traduzione di Andrea Silvestri.
Tash Aw è nato a Taipei da genitori malaysiani di origine cinese, è cresciuto a Kuala Lumpur e ha studiato in Inghilterra, dove vive.
È autore del memoir Stranieri su un molo (2017) e dei romanzi La vera storia di Johnny Lim (2006), vincitore del Whitbread Book Award 2005 e del Commonwealth Writers’ Prize 2005, Mappa del mondo invisibile (2009), Miliardario a cinque stelle (2018) e Noi, i sopravvissuti (2020). Le sue opere sono state selezionate due volte per il Man Booker Prize e tradotte in ventitré lingue.