
Dentro ognuno di noi si cela una crepa, un punto di rottura silenzioso che ci segna e ci dà un ordine al tempo stesso, una frattura che può essere una minaccia, ma anche un’occasione di trasformazione. A partire da questa convinzione nasce questo libro, un’indagine – umana, letteraria, reale – sulle piccole e grandi tragedie che attraversano la nostra esistenza, sui momenti in cui più intensamente impariamo a pensare e ad amare. Sono gli attimi in cui rischiamo di spezzarci, di farci male, di essere sconfitti o di ferire gli altri, gli istanti in cui possiamo cedere, ma anche scoprire la possibilità di trasformarci e reinventarci. A volte il crollo è evidente, persino spettacolare, ma altre volte le crepe sono minuscole, superficiali, e ce ne rendiamo conto troppo tardi, quando andiamo in pezzi.
Questo libro non è un trattato, né un romanzo, tanto meno una confessione. È un viaggio a tema che parte da un racconto di Fitzgerald e attraversa le opere di Ingeborg Bachmann, Colette e Marguerite Duras, i versi di Anna Achmatova, le esplorazioni di Bernard Moitessier, la musica di J. J. Cale, e molto altro ancora. Tra queste pagine affiora, come in una canzone che attraversa le nostre vite, un pensiero, un’idea che ritorna: qualcosa si è rotto dentro di noi, meglio così.
Charlotte Casiraghi, laureata in filosofia all’Università della Sorbona, è la presidente di Les Rencontres
Philosophiques de Monaco e conduce il book club “Les Rendez-vous littéraires” di Chanel, che ha ospitato autori e artisti come Katie Kitamura, Rachel Cusk, Siri Hustvedt, Anne Berest, Marion Cotillard e Tilda Swinton.
Presso La nave di Teseo ha pubblicato nel 2019 Arcipelago delle passioni (con Robert Maggiori).