La fiuma

Nelle vene di Ginisca scorre il sangue di generazioni di scariolanti e lavandaie, i protagonisti di quell’epica lotta che è stata per decenni la bonifica delle campagne ferraresi. Dopo l’amore impossibile di Tina e Lucia in Aqua e Tera, tra braccianti delle leghe socialiste e violenza delle squadre fasciste, la storia si dispiega nel secondo dopoguerra. Le drammatiche vendette politiche dopo la Liberazione, la campagna elettorale del ’48, l’attentato a Togliatti e poi Bartali, la Spal, Maria Callas, l’alluvione del Polesine del ’51 e gli angeli del fango nella Firenze del ’66. Sono una madre e una figlia in Lambretta ad attraversare i cambiamenti degli anni ’50, continuando a incontrare pregiudizi e ingiustizie nei confronti delle donne.

Con la sua lingua misurata e precisa, poetica e lineare, Dario Franceschini tratteggia l’affresco di un’Italia che ci ricorda chi siamo e da dove veniamo.

Dario Franceschini

Dario Franceschini, con il suo primo romanzo Nelle vene quell’acqua d’argento, uscito nel 2006, ha vinto in Francia il Premier Roman di Chambéry e, in Italia, il premio Opera Prima Città di Penne e il premio Bacchelli. In seguito ha pubblicato La follia improvvisa di Ignazio Rando, da cui è stato tratto un omonimo spettacolo teatrale, Daccapo, Mestieri immateriali di Sebastiano Delgado e la raccolta di racconti Disadorna e nel 2024 Aqua e tera, vincitore del premio Maiella e finalista del premio Biella. I suoi romanzi sono tradotti in Francia per Gallimard. È stato per sette anni Ministro della Cultura.