La sindrome del pallone. Origine, natura e cura della mania del calcio

È fuori dubbio che nel mondo di oggi uno dei morbi che ha avuto più successo, imponendosi su buona parte degli altri, soprattutto nelle nostre terre italiane, è quello del calcio.
E con calcio voglio intendere proprio quel gioco in cui9 un certo numero di persone rincorre una palla, cercando di farla terminare all’interno di un cosiddetto portale in acciaio o similare, con una rete atta ad attutire fino a fermare la corsa della citata palla.
Si suole definire tale procedura dinamica come “Gioco” o “Sport”, ma la realtà dei fatti è che questo diletto, a mano a mano debilitante per il fisico e soprattutto per la mente, deriva da un vero e proprio morbo, che si impossessa spesso del malcapitato corpo negli anni della più acerba gioventù. La malattia si sviluppa poi con decorso rapido portando al delirio totale.

Postfazione di Luca Bottura.
Con un testo di Antonio Rezza.





Marcello Carrà

Marcello Carrà (Ferrara, 1976), laureato in Ingegneria civile, inizia a dipingere nel 1995, durante gli studi universitari. Dal 2008 intraprende un nuovo percorso, realizzando disegni a mano libera di grande formato con la sola penna biro, esposti in svariate fiere d’arte nazionali e internazionali. Le sue opere, spesso ispirate ai maestri fiamminghi come Bruegel e Bosch, riflettono temi legati alla caducità della vita e all’indifferenza umana verso gli altri esseri viventi. Nel 2021, con La nave di Teseo ha pubblicato La sindrome del pallone.

Antonio Rezza

Antonio Rezza è nato. La sua opera narrativa è in corso di pubblicazione in una nuova edizione presso La nave di Teseo. Insieme a Flavia Mastrella ha realizzato opere teatrali, film, cortometraggi, trasmissioni televisive per Rai 3 e ricevuto numerosi riconoscimenti fra cui il Premio Alinovi (2008), il Premio Hystrio e il Premio Ubu (2013), il Premio Napoli (2016), il Leone d’Oro alla carriera per il Teatro (2018) e la Rosa d’oro della Milanesiana (2019). La nave di Teseo ha pubblicato la nuova edizione di tutta la sua opera narrativa: Non cogito ergo digito, Ti squamo, SON[N]O, Credo in un solo oblio.