
Remedia, vent’anni, bella come una statua, intelligente e risoluta, torna dopo molti anni al paese natale in Sardegna, Corunas, “duemilacinquecento anime sparpagliate a caso dalla malasorte”.
La ragazza vuole scoprire la verità sulle proprie origini: suo padre, in punto di morte, le ha confessato che la madre Celestina Bonosia è morta suicida e lei potrebbe essere figlia del pittore Menelau Lughentis, un anarchico spagnolo scappato dalla dittatura di Franco nell’entroterra sardo insieme alla moglie Teresa, la maestra di musica che ha portato la passione per la lirica in paese.
A Corunas, Remedia ritrova anche Milzino, il figlio di Menelau con cui era cresciuta da bambina: ora finalmente potranno esplorare il legame fortissimo che da sempre li unisce. Nonostante il torpore che sembra accomunare il paese e i suoi abitanti, ciascuno di essi ha un conto in sospeso con il mistero della vita, nella loro memoria si agitano ombre oscure e pericolose che lo sguardo di Remedia è destinato a risvegliare.
In una terra dimenticata dal tempo, popolata da maghi, reietti, fantasmi e peccati, Salvatore Niffoi firma un romanzo sul coraggio di inseguire fino in fondo l’amore, e sul dolore che questa libertà, inevitabilmente, porta con sé.
Salvatore Niffoi, nato a Orani in Barbagia nel 1950, ha insegnato nelle scuole medie prima di esordire nella narrativa con Collodoro (1997).
Tra le sue opere, tradotte in diverse lingue, ricordiamo Il viaggio degli inganni (1999), La leggenda di Redenta Tiria (2005), La vedova scalza (2006, premio Campiello), Ritorno a Baraule (2007, premio letterario Alessandro Manzoni - Città di Lecco), Il pane di Abele (2009), Pantumas (2012), La quinta stagione è l’inferno (2014), Il venditore di metafore (2017) e Le donne di Orolé (2020). Presso La nave di Teseo ha pubblicato Nate sotto una cattiva luna (2023).