
Milano, vigilia della Seconda Guerra d’Indipendenza. Michel Cardillac, giovane violinista francese, raggiunge la madre Augustine, proprietaria del prestigioso atelier di moda Salon Cardillac, in contrada de’ Bigli. Qui scopre una città rissosa e mondana, con serate alla Scala, accalorate discussioni fra monarchici e repubblicani, e fra sostenitori di Wagner e di Verdi, pettegolezzi nei salotti patrizi, come pure nelle cucine e nei guardaroba. E scopre anche l’amore: Ortensia, “dal mento aguzzo”, maestra di canto all’asilo di via Fiori Chiari, che ne diventa l’allegra e litigiosa fidanzata. Insieme a loro, alcuni personaggi che i lettori hanno conosciuto nel precedente La cuoca di Radetzky, come Giuditta, l’ex compagna del feldmaresciallo austriaco, Raffaella, governante della contessa Maffei, lo spione Rinose. Raffaella, madre di Ortensia, cerca informazioni sul giovane violinista; mademoiselle Cardillac, nel frattempo, intreccia una relazione con Gualtiero Gualtieri, giornalista del “Fanfulla”, in prima linea nei giorni tumultuosi della Breccia di Porta Pia. Ma quando Augustine chiede per il figlio la mano di Ortensia, è costretta a rivelare un segreto mai confessato.
Stefano Jacini racconta il Risorgimento con grazia e ironia, scombinando le carte del romanzo storico e mettendo in luce, con uno sguardo lontano dalla retorica patriottica, contraddizioni e opportunismi.
Stefano Jacini è nato e vive a Milano, dove ha lavorato in alcune case editrici tra cui Sugar e il Saggiatore.
Ha fondato e diretto per più di dieci anni le Edizioni il Formichiere, è socio e presidente della torinese EDT e collabora regolarmente con “Il Giornale della Musica”. Ha pubblicato i romanzi La Svetlana (2005), Il collezionista di suoni (2009), Dio e monsieur Divan (2011), Tu non nascesti audace (2014), L’invidia degli dei (2017), Mefisto valzer (2018), La dama di rue de Vaugirard (2021) e il racconto Ogni Cavaliere della Rosa ha le sue spine nel saggio Prima la musica, dopo le parole (2022).