
“Quanta stella c’è nel cielo…” – il verso di una ballata giovanile del poeta ungherese Sándor Petofi – è il filo di luce che accompagna il cammino di Anita, memoria fragile e ostinata di un mondo spezzato. Non ha ancora sedici anni, eppure sulle spalle porta il peso dei campi di concentramento e di un’infanzia strappata. Quando fugge dall’orfanotrofio ungherese, lo fa con un solo desiderio: raggiungere la zia Monika, unico approdo rimasto. Al confine la attende Eli, il giovane cognato della zia, incaricato di scortarla in Cecoslovacchia. Ma in un’Europa che ancora trema per le ferite della guerra, dove ogni viaggio in un treno gremito è un attraversamento clandestino, Eli vede in lei nient’altro che un corpo vulnerabile, disponibile alla conquista. Intorno ad Anita si muovono figure che tentano di rifondare il proprio destino: chi lotta per cancellare il passato e chi invece lo porta inciso nella pelle, chi si impegna a mettere radici e chi si sente condannato a vagare, chi rifiuta la violenza e chi teme di non sopravvivere senza di essa.
Con una prosa commossa e insieme nitida, Edith Bruck ricrea l’atmosfera inquieta del dopoguerra, tra macerie concrete e fratture interiori. Quanta stella c’è nel cielo è il romanzo di un ritorno alla vita narrato da chi ha visto la morte da vicino, un racconto in cui ogni personaggio sembra sospeso tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora essere. Una meditazione intensa sulla speranza, sulla difficoltà del rinascere e sulla forza, inesorabile e necessaria, della memoria.
Edith Bruck, di origine ungherese, è nata nel 1931 in una povera, numerosa famiglia ebrea. Nel 1944 viene deportata nel ghetto del capoluogo e di lì ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen. Sopravvissuta ai lager nazisti, dopo anni di pellegrinaggio approda definitivamente in Italia, adottandone la lingua.
Presso La nave di Teseo sono usciti: La rondine sul termosifone (2017), Ti lascio dormire (2019), Il pane perduto (2020, finalista al premio Strega e vincitore del premio Strega Giovani), Tempi (2020), Andremo in città (2021), Lettera alla madre (2022), Sono Francesco (2022), Signora Auschwitz (2023), I frutti della memoria (2024), Il sogno rapito (2024),
La donna dal cappotto verde (2025) e L’amica tedesca (2025). Nel 2023 ha vinto il premio Campiello alla carriera. Ha ricevuto le lauree honoris causa in Informazione, Editoria e Giornalismo (Roma Tre, 2018), Filologia moderna (Macerata, 2019) e Scienze filosofiche (Sassari, 2023).