Sempre la rosa

Nel 1936 Federico García Lorca viene assassinato dai franchisti. Novant’anni dopo, tornare a Lorca non è un esercizio celebrativo: è un gesto necessario.

Sempre la rosa prende il titolo da un verso dell’Ode a Salvador Dalí, in cui la rosa diventa emblema della poesia stessa: perfezione formale e sensualità, amore e caos, impulso irrazionale che l’arte tenta di ordinare attraverso una ricerca rigorosa, quasi matematica. È questa tensione – tra disciplina e desiderio, tra forma e vertigine – a definire l’intera opera di Lorca e a rendere la sua poesia profondamente politica. In un’epoca di passioni ideologiche estreme, Lorca unisce avanguardia e tradizione, cultura colta e popolare, poesia difficile e volontà di parlare agli esclusi: i gitani, i neri, gli ultimi. Un progetto letterario e civile che non poteva non suscitare l’odio furibondo del franchismo, deciso a eliminare non solo un uomo, ma un simbolo della cultura della repubblica spagnola.

Il libro prende le mosse dal racconto della fine di Lorca e si apre alla ricostruzione della sua vita e della sua opera in quattro movimenti: la conquista della voce poetica, gli anni della musica e delle amicizie decisive, la grande crisi che culmina nella rottura con Dalí e nel viaggio in America, l’elaborazione dei grandi testamenti spirituali negli anni trenta. In ogni capitolo si affiancano un’ampia narrazione critica e un’antologia di testi poetici con l’originale a fronte, in un dialogo continuo tra racconto, analisi e versi.

Antologia poetica a cura di Alberto Cristofori

Federico García Lorca

Federico García Lorca (1898-1936) è il poeta spagnolo più letto e tradotto al mondo e una delle voci centrali del Novecento europeo. Nato nei pressi di Granada, si forma a Madrid nel clima innovativo della Residencia de Estudiantes, dove entra in contatto con i protagonisti dell’avanguardia culturale del tempo. Autore di opere poetiche fondamentali come Romancero gitano e Poeta en Nueva York e di grandi successi teatrali tra cui Yerma e Bodas de sangre, unisce tradizione popolare e sperimentazione formale. Arrestato e fucilato nel 1936, pochi giorni dopo il colpo di stato dei franchisti, la sua figura resta simbolo della poesia come atto di libertà e responsabilità civile.