
Tradurre Umberto Eco mentre scoppiano le rivoluzioni è insieme un’autobiografia collettiva, un saggio sulla traduzione, un viaggio nel cuore creativo di Umberto Eco e uno sguardo sulle trasformazioni culturali e politiche degli ultimi decenni.
Elena Kostioukovitch intreccia la propria esperienza di traduttrice con quella dei colleghi che hanno portato nelle diverse lingue straniere le opere dell’autore del Nome della rosa, a partire proprio dall’avventurosa storia di quello straordinario romanzo d’esordio: pubblicato in tutto il mondo ma osteggiato dal Partito comunista sovietico per le sue idee “relativiste”, fu tradotto di nascosto e pubblicato in Russia soltanto nel 1988, dopo le riforme di Gorbacev. Attraverso episodi inediti, fotografie, riflessioni sulle scelte traduttive e un’attenta ricostruzione dell’evoluzione tecnologica che ha cambiato per sempre il lavoro editoriale, questo volume ricostruisce il dialogo dei suoi traduttori con un Eco ironico, a volte maniacale sui testi, sempre profondamente umano. Ma è anche il racconto del confronto tra culture diverse, della censura che non risparmia nessuno e di una Russia che cambia – dalla rigidità sovietica alla fragile libertà, fino alle tensioni del presente – osservata attraverso lo sguardo di chi traduce un convinto europeista.
Un libro che è un omaggio e una testimonianza diretta dell’officina creativa di un grande autore, e si aggiunge alle riflessioni raccolte da Eco stesso nel suo saggio Dire quasi la stessa cosa: un’esperienza di traduzione raccontata in prima persona da chi ha la missione di restituire un universo letterario nella sua interezza.
Elena Kostioukovitch è una scrittrice e traduttrice in italiano e in russo, nata in Ucraina a Kiev, laureata a Mosca e dal 1996 naturalizzata italiana. Ha pubblicato o curato più di trenta libri, molti dei quali in Russia. Tra questi, ha tradotto sette romanzi di Umberto Eco, numerosi libri di non fiction dedicati alla storia della cultura europea, antologie di autori italiani, monografie sulla storia dell’arte, e raccolte di poesie. Da diverso tempo, dissociandosi dal regime che si è installato in Russia, preferisce scrivere in italiano, lingua in cui ha pubblicato il romanzo Sette notti (2015).
Nel 2000 ha fondato un’agenzia letteraria, Elkost Intl., che ha portato nel mondo autori russi (come Ludmila Ulitskaya, Guzel Yachina, Boris Akunin, Jurij M. Lotman) e ha pubblicato e promosso, anche per conto della ONG “Memorial” (premio Nobel per la Pace 2022), diversi reperti d’archivio che raccontano i misfatti del regime sovietico o riguardano la difesa dei diritti umani nella Russia contemporanea (come le lettere di Mikhail Khodorkovsky dalla prigione, 2008-2009). Ha vinto il premio Bancarella Cucina 2007 per il libro Perché agli italiani piace parlare del cibo (tradotto in 20 paesi), il premio Grinzane Cavour per la traduzione 2003 e il premio nazionale per la traduzione 2007 del Ministero dei Beni Culturali italiano. Ha insegnato in varie università del mondo, dalla Russia al Giappone all’Argentina, e alla Statale di Milano dal 2001 al 2017. Vive a Milano dal 1988.
Presso La nave di Teseo ha pubblicato Nella mente di Vladimir Putin (2022) e Kyiv. Una fortezza sopra l’abisso (2025).