Villa Coco

Alla fine degli anni novanta, Geoffrey – giovane archivista americano deciso a lasciarsi alle spalle il caos dei sentimenti – arriva in una villa sulle colline toscane per catalogare una misteriosa collezione d’arte. Ad attenderlo c’è la Baronessa Lisabetta, che gli amici chiamano Coco: novantadue anni, un passato ambiguo, un gusto infallibile e una vita costruita tra verità e finzione. Intorno a lei, una casa popolata da artisti, servitori, fantasmi e segreti. E una collezione che sembra oscillare, come tutto quello che circonda la Baronessa Coco, tra realtà e invenzione.

Quello che doveva essere un lavoro ordinato e razionale, utile a cercare un nuovo equilibrio dopo i bagordi universitari, si trasforma ben presto in un curioso apprendistato alla vita, un inaspettato percorso fatto di scoperte e rivelazioni: Geoffrey impara a guardare, a raccontare, ad amare. E soprattutto a dubitare – delle opere, delle storie, di se stesso.

Tra passioni irrisolte, identità incerte e continui slanci verso nuovi inizi, Villa Coco è un romanzo di formazione atipico, ironico e malinconico: una commedia elegante in cui Andrew Sean Greer intreccia desiderio, illusione e ricerca di sé, esplorando il sottile confine tra autenticità e invenzione e suggerendo che, a volte, la verità più profonda nasce proprio da ciò che scegliamo di raccontare.

Andrew Sean Greer

Andrew Sean Greer è nato nel 1970 a Washington. È l’autore di Le confessioni di Max Tivoli (scelto come miglior libro del 2004 da San Francisco Chronicle e Chicago Tribune e vincitore del Northern California Book Award, il California Book Award, il New York Public Library Young Lions Award, e l’O. Henry Award), Storia di un matrimonio e Le vite impossibili di Greta Wells. È direttore della Fondazione Santa Maddalena. Presso La nave di Teseo ha pubblicato Less (2017, premio Pulitzer per la narrativa 2018), La via dei pianeti minori (2019) e Less a zonzo (2023).