
Umberto Cecchi è uno scrittore e giornalista a suo tempo accreditato in alcune delle capitali politiche europee e americane.
È stato per anni direttore de “La Nazione” dove ha ricoperto un ampio arco di incarichi, da capocronista a vicedirettore, a inviato speciale in Italia e all’estero in pace e in guerra.
Ha raccontato di molti Paesi del mondo, fra i quali alcuni, sconosciuti e inavvicinabili come le isole Andamanes e malesi. Ha incontrato i personaggi più significativi del Novecento. Da ricordare: Pol Pot, Madre Teresa di Calcutta, il generale Giap. Gordon, Nelson Mandela appena scarcerato a Città del Capo, poi anni dopo come presidente, e ancora in Sudafrica il dottor Barnard, autore del primo trapianto cardiaco. Arafat, come capo dell’Olp e quindi presidente, a Gaza. Sam Nujoma guerrigliero,
poi presidente della Namibia. In Egitto Hosni Mubarak, ministro della Cultura. Fra i molti scrittori ama ricordare Borges, Ferlinghetti, padre della Beat Generation, García Márquez del realismo magico, e storici come Georges Duby, Fernand Braudel. Membro del Parlamento, ha coperto in Africa e Asia – soprattutto in Cina – numerosi interventi per la cooperazione internazionale.
Ha scritto una quindicina dei libri, alcuni dei quali premiati da diverse giurie: Ulster guerriglia di Dio; L’Arlecchino del Re Sole; Se il presente è così dolce; La luna di Harar; Firenze all’inferno; Oltre l’Oriente; Oriana Fallaci – Cercami dov’è il dolore; Diana, l’ultimo viaggio; È sempre così al mattino; Sulla via dorata di Samarcanda; Le ceneri del Baobab; Io che uccidevo le bambole; il thriller Fegato, grande successo in Francia tradotto con il titolo La Mort Cannibale, definito eccezionale da “Le Monde”.
Seguono pubblicati dal Touring un libro sul Vietnam e sul Tibet.